da Il Golosario: (https://www.ilgolosario.it/it/assaggi-vini-inizio-anno)

Ed ora eccoci a raccontare la prima vendemmia di una cantina giovane che in realtà trae origine da un nobile storia. Siamo a Mongardino, che è un paese della Barbera che andrà raccontato per la sua vocazione speciale, ma siamo anche nella casa che fu di Giovanni Rainero, cofondatore della Coldiretti, insieme a Paolo Bonomi ed europeista convinto. Ora suo nipote, Stefano, ha scelto di dedicarsi alla vite e al vino, con coraggio, aiutato dalla passione di papà Marco e dalla mamma, figlia di quel Giovanni Rainero che sarebbe orgoglioso, oggi, di vedere che la sua terra e la sua cascina tornano a vivere di quell’agricoltura che lui ha aiutato a crescere. Per ora due i vini, che hanno nomi di fantasia e figurano come “Vini da tavola”. Il Barbarossa deriva come si può intuire da uve barbera, mentre il Preludio è grignolino, che in questa enclave astigiana annovera esempi nobili.

Ora, il Barbarossa ha colore violaceo trasparente e intenso. Al naso è immediatamente vinoso, franco, ma capace di mantenere intensità e persistenza come i vini di razza, che emergono con note di frutta rossa freschissima. In bocca lo senti metallico, minerale, pieno, elegante come le migliori Barbera del circondario. Buono davvero, e soprattutto coerente con ciò che dà questa terra.

Il Preludio ha un colore rubino più chiaro, profumi di piccoli frutti (lampone e ribes). In bocca vivaddio è scontroso ma pieno secondo la tradizione dei grignolino di questa valle. Due interpretazioni davvero coerenti e interessanti, che fanno issare la bandiera di Mongardino fra i luoghi dei vini tipici dell’astigiano.

Dopo telefonata, anche Marco Gatti conferma le medesime sensazioni. Ci siamo!